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Vota lo sportivo dell’anno Chi sceglie Valentina Vezzali? - Notizie Sportive
Vota lo sportivo dell’anno Chi sceglie Valentina Vezzali? - Notizie Sportive Esteri
La specialita' di mamma e il tiramisù, Valentina lo mangia, non ingrassa. Perfetto per chi ha deciso di andare avanti, procedere sulla rotta che porta a Londra 2012 – avrà 38 anni e mezzo, una ragazzina... con un doppia ambizione: «Portare la bandiera e vincere ancora». L'ultima azzurra alfiera e stata una compagna di stanza, una gloria, una rivale, una fiorettista:Giovanna Trillini, di Jesi come lei, Valentina Vezzali nata un 14 febbraio, la poliziotta che da questo momento ha tre anni abbondanti per risolvere una trama che ha buonissime chance per sfociare nel mito: solo quel buonanima di Al Oerter nel lancio del disco e Carl Lewis nel salto in lungo hanno saputo scandire quattro tappe consecutive sul cammino di quella che, con un esercizio di necessaria retorica, si chiama gloria olimpica. E cosi, dopo il titolo numero tre, assale la tentazione di sfogliare i sacri testi ed e cosi che viene alla luce che nessuno, in una scherma antica, nevrotica, abitata da polemiche feroci, da rivalità bollenti, da ufficiali e gentildonne,ne Nadi,ne d'Oriola,ne Mangiarotti,ne Romankov(solo leggende, prego…) hanno addosso questo segno di distinzione, questa patente di continuità. E non stiamo parlando che di quota tre,quella toccata da Valentina nel palazzo pechinese, il palazzo della sua ennesima estate celeste.E azzurra.
Valentina esulta a Pechino Valentina, la mamma che e un umanissimo e perfetto computer, un magazzino dei suoi mondi duellati: dopo quattordici anni sempre al massimo, scanditi da mondiali, coppe del mondo, europei, Giochi, lei e in grado di ricostruire e raccontare ogni combattimento, ogni assalto, ogni parata,ogni botta a segno, ogni bersaglio mancato, nel tinnir del ferro, nel buio di sale sparse ai quattro angoli. E ricorda fotogramma per fotogramma le sue quattro finali olimpiche: con la Badea a Atlanta '96 quando Vale aveva 22 anni e si fece sforacchiare, più che dalla romena, dall'emozione («uno dei pochi buchi neri nell'archivio della mia memoria »:anche un computer riesce a rimuovere);con la tedescona Koenig che azzannò senza complimenti a Sydney, esibendo una terribile chioma rosso fuoco che si era confezionata da sola con gran disperazione di mamma; con Giovanna quando, in quella sera ateniese, si costrinse a cambiar atteggiamento: dalla rimessa all'attacco, dalla difesa all'assalto.
Valentina Vezzali e Margherita Granbassi
E a Pechino, l'11agosto,conlapiccolacoreana Nam, una figura minuscola, un bersaglio esiguo: difficile affrontare chi ha l'aspirazione di duellare dentro una cabina del telefono. Perche Nam (che fa fuori Trillini in semifinale provocando un'ira profonda e un addio che era nell'aria e cancellando il sogno e l'orgoglio di una seconda finale consecutiva tra azzurre e paesane) e colibri e cobra e si illude che Valentina abbia smesso i panni della mangusta, che i dentini siano meno puntuti.E il morso tarda ad arrivare, ma arriva. Arriva quando il tabellone dice meno 4,un soffio. E Nam, quando sente la stoccata (la vede, non la vede in quel velocissimo prima che precede l'atterraggio della punta) avverte che il viso di porcellana, impenetrabile, si ricopre di minutissime crepe, si sminuzza, si trasforma nel rictus della disperazione. E intanto Valentina posa le ginocchia a terra, strappa la maschera, lancia un grido muto, e pallida, sudata come uno straccio, invecchiata,pronta a ringiovanire.E Andrea Magro,ilct giubilato due settimane fa in fondo a uno dei tanti conflitti che terremota questo ineguagliabile mondo, la raccoglie come una piuma, la porta in trionfo. La botta buona prima di aprirsi, di diventare uno scrigno di parole, di citazioni: «Come diceRocky Balboa, il segreto non e colpire ma reagire ai colpi della vita. E come canta Ramazzotti, la gente ricorderà di aver visto una stella.Chi ha paura e pensa, non e lucido.I dubbi non perdonano. Io ne ho avuti mentre aspettavo la gara, passeggiando per il Villaggio, sino a quando ho incontrato Corrado Barazzutti che mi ha detto: c'e chi ha gli attributi e c'e chi non ce li ha. Tu li hai, usali. E anche questo e servito».Lucida sempre, e una notte insonne – quella appena alle spalle non appanna, tutt'altro: «Io non guardo il cronometro, non sapevo che mancassero quattro secondi. In pedana sono come in trance.Non mi sono nemmeno accorta che cercavo quella stoccata, ma l'ho fatto, e andata bene. Meglio cosi: fosse finita pari,avrei finito perperdere nel prolungamento. Mi e capitato spesso». E ora Giovanna si e ritirata,Margherita (Granbassi) sta vivendo il suo apprendistato intv senza sculettare (una mosca bianca, la triestina dagli occhi che illuminano e gli zigomi alla Marina Vlady), disposta a lasciar la divisa dei Carabinieri per inseguire questo suo futuro possibile, e Valentina sta per tornare a interpretare la sua parte di sempre: «Quella che si mette sempre in discussione, che non dà mai nulla per scontato,che riparte sempre da zero. Fra poco sarà già tempo di Coppadel Mondo». A Londra non sarà sola: «Pietro avrà sette anni, non mi accompagnerà più all'aeroporto come ha fatto quando sono partita per Pechino. Quel giorno aveva portato il suo fiorettino di plastica. Portami conte,mi hadetto mentre mi imbarcavo. Non posso, gli ho detto, ma ti porterò una medaglia, te lo prometto. Ho mantenuto la parola». Ci sarà anche lui, nel palazzetto (che ancora non c'e...) dalle parti di Greenwich quando annunceranno che mamma sta per salire in pedana.Era troppo piccolo, un anno o poco più, per la sua prima volta tra maschere e fioretti, troppo piccolo per accorgersi del dolore misto a rabbia che aveva invaso il viso di Valentina: lei dentro la zona buia dell'Oval di Torino, Pietro in braccio, avviata verso gli spogliatoi. Sotto la luce da sala operatoria che inondava la pedana, Margherita esultava sparando verso il cielo del soffitto il suo sorriso all'acquamarina: la decadenza della Vezzali e cominciata, aveva azzardato qualcuno specialista in de profundis. Non aveva capito niente. Il tempo che non finisce sta dando ragione a Valentina l'eterna, l'unica. Con le maiuscole.
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Di:medliv 111 g




